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PROGETTO DELL'AICLU PER LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

LINGUISTICHE NELLE UNIVERSITA' ITALIANE






1.  PREMESSA


Si rileva l'esigenza di stabilire un sistema di certificazione che abbia una tipologia strutturale unica per tutti i centri linguistici italiani e, nel limite del possibile, europei. L'AICLU vuole  promuovere questa operazione importantissima in tempi brevi in vista della riforma dei cicli universitari, prevista dal decreto quadro ministeriale, che sta per entrare in vigore.

 

Perché un test universitario di accertamento delle abilità linguistiche?


a.  Perché si avverte l'esigenza di fissare, secondo parametri comuni e conformemente alle direttive della comunità europea, il livello minimo di competenza linguistica in L2 di cui lo studente universitario italiano deve dimostrare di essere in possesso.

b.  Perché è ugualmente forte l'esigenza di testare tale competenza in modo non difforme tra le diverse lingue, tra i diversi centri linguistici, tra le diverse facoltà, tra le diverse Università.


c.  Perché il nuovo 'Regolamento in materia di autonomia didattica degli Atenei', firmato dal Ministro il 3 novembre 1999, recita testualmente: "Per conseguire la laurea lo studente deve aver acquisito 180 crediti, comprensivi di quelli relativi alla conoscenza obbligatoria di una lingua dell'Unione Europea oltre l'italiano" (art. 7, comma 1). Si ribadisce l'obbligatorietà della conoscenza di una lingua straniera in connessione con la "preparazione della prova finale" (art. 10, comma 1, punto e), e si elencano, tra le attività formative qualificanti e indispensabili al conseguimento dei titoli di studio, anche "ulteriori conoscenze linguistiche", ritenute, assieme ad altre abilità  "comunque utili per l'inserimento nel mondo del lavoro" (art. 10, comma 1, punto f).

d.  Perché è parso che l'AICLU, composta da Direttori e Presidenti dei Centri Linguistici di Ateneo, fosse la sede più  autorevole e qualificata per fissare il livello di competenza linguistica (come al punto b) e le modalità di accertamento di tale competenza (come al punto c).

e.  Perché i prodotti già esistenti sul mercato, pensati per pubblici indifferenziati, possono non essere del tutto idonei a verificare le abilità ritenute necessarie e prioritarie per lo studente universitario. Inoltre tali prodotti sono costosi, ed è quindi auspicabile cercare di contenere o almeno razionalizzare le spese destinate a questo specifico settore utilizzando al meglio le risorse e le competenze interne già disponibili o in via di formazione.


La certificazione delle competenze linguistiche effettuata dai centri linguistici universitari (d'ora in avanti identificata con l'acronimo CERCLU) non dovrebbe però costituire un doppione rispetto ad altri sistemi di certificazione attualmente esistenti (quali quelli dell'ALTE o il TOEFL), che sono già ampiamente sperimentati ed accettati e coi quali l'AICLU non può competere per motivi prevalentemente di carattere organizzativo. A differenza di tali sistemi che si strutturano su più livelli, il CERCLU punterebbe in via prioritaria alla certificazione delle competenze linguistiche di base e di livello intermedio. Tali livelli sono quelli già attualmente più ampiamente sottoposti a verifica all'interno dei centri universitari italiani (v. Allegato A).

Il progetto italiano si svilupperebbe in stretta connessione con progetti analoghi elaborati dagli altri membri del CERCLES, quali il Progetto UNICERT dell'AKS (l'associazione dei centri universitari tedeschi) attualmente in uso in Germania (v. Allegato B).



2.  FINALITA' DEL CERCLU


Le prove di accertamento CERCLU potranno essere somministrate sia a vari livelli di certificazione dei Centri Linguistici, sia al momento dell'entrata nel sistema universitario, sia in un momento successivo, per valutare le competenze linguistiche degli studenti. Esse avranno lo scopo di verificare il livello di competenza di una lingua dell'Unione Europea diversa da quella materna, come previsto dal nuovo Regolamento in materia di autonomia didattica degli Atenei e dalle direttive della comunità europea per l'inserimento nel mondo del lavoro.

Il CERCLU potrà inoltre avere validità come prova di selezione degli studenti in partenza per i progetti ERASMUS. Nell'ambito di tali progetti, si potrà prevedere anche un accertamento della lingua italiana rivolto agli studenti provenienti dall'estero.




3.  LIVELLI DI ACCERTAMENTO


I livelli di accertamento del CERCLU si rifanno a quelli formulati dal Consiglio d'Europa (CdE), derivati dalle descrizioni dei livelli di abilità riportati nei documenti riguardanti il Common European Framework. I livelli identificati sono sei, dal livello Principianti (A) al livello Mastery (C) e corrispondono alla suddivisione classica in Principiante, Intermedio, Avanzato; per ciascun livello sono previsti due stadi: uno basso (lower) ed uno alto (upper). La corrispondenza con i livelli del Consiglio d'Europa è la seguente:


- A1 = Breakthrough;

- A2 = Waystage;

- B1 = Threshold;

- B2 = Vantage;

- C1 = Effectiveness;

- C2 = Mastery (v. Allegato C).


La piena padronanza (corrispondente al Livello C2) di una seconda lingua corrisponde a quella di un parlante nativo di buona cultura.

La griglia di livelli di abilità proposta dal CdE è già stata adottata come base per l'auto-valutazione nel Portfolio Linguistico Europeo. Il livello 'verticale' di riferimento di tale progetto (v. Allegato D) ha la funzione di strutturare la progressione dell'apprendimento e di facilitare la definizione e la valutazione di stadi intermedi di apprendimento.

Inoltre, il livello a cui si dovrebbe attestare il CERCLU deve essere facilmente confrontabile anche con quelli di altri sistemi di certificazione utilizzati a livello internazionale (ALTE, TOEFL, British Chamber of Commerce for Italy, IELTS, ecc.). Dopo aver esaminato i vari sistemi di certificazione (v. Allegati E e F) e dopo averne confrontato le varie impostazioni teorico-metodologiche,  si è deciso di identificare la competenza di base certificata dal CERCLU al livello B1 (Threshold) e quella intermedia al livello B2 (Vantage).




4.  COMPETENZE DA VERIFICARE


Si prevede di verificare competenze di tipo operativo riguardanti gli aspetti comunicativi a livello sia scritto che orale. Le competenze da verificare sono quindi formulate con criteri simili a quelli elaborati dal Consiglio d'Europa; tali criteri sono basati sul principio del 'saper fare in lingua', con enfasi quindi sulla lingua come 'strumento di interazione sociale'. Questa enfasi comporta una descrizione dettagliata delle conoscenze (sapere), competenze (comunicative: linguistiche, socio-culturali, pragmatiche), abilità (saper fare, saper apprendere), processi (es.: pianificazione, esecuzione, comportamento paralinguistico, elementi paratestuali della comunicazione), strategie (es.: interazione, mediazione) e temi (argomenti trattati) coinvolti nella messa in atto di un comportamento linguistico e socio-culturale adeguato in determinate situazioni e contesti di comunicazione. In tale ambito saranno prese in considerazione le competenze linguistiche necessarie per rispondere alle esigenze comunicative degli studenti italiani in ambiti nazionali ed internazionali, nonché degli studenti stranieri che studiano nelle università italiane.

Per quanto concerne l'accertamento di abilità di tipo specialistico, si è deciso di escludere dal CERCLU una verifica della padronanza dei vari linguaggi utilizzati nei diversi ambiti specialistici insegnati nelle Università italiane; si è convenuto, tuttavia, di prevedere l'accertamento della competenza d'uso linguistico dello studente in uno dei seguenti tre  ambiti pluridisciplinari: studi umanistici, scientifici e sociali.




ARTICOLAZIONE DELLE PROVE


Si ritiene importante la formazione di una commissione di esperti di problematiche concernenti la verifica e la valutazione di competenze linguistiche per elaborare dei test standardizzati. I criteri fondamentali da adottare per la costruzione dei test comprendono:


·  la pertinenza dei contenuti al contesto universitario;

·  un giusto equilibrio fra affidabilità, validità, autenticità al contesto, interattività, impatto e praticabilità;

·  l'utilità predittiva dei test ai fini dei requisiti linguistici richiesti in un contesto universitario (v. Allegato G);

·  la necessità di somministrare i test a grandi numeri di studenti e di correggerli in maniera automatica e centralizzata per via informatica.


Le decisioni ed i criteri stabiliti devono essere applicati a tutti gli utenti per evitare differenze fra atenei e regioni e per garantire l'obiettività dei risultati. Si deve procedere cercando un equilibrio fra risorse disponibili e risorse richieste per sviluppare test operativi dotati delle qualità desiderate.

La commissione deve:


- lavorare con un quadro concettuale che dimostri una corrispondenza e coerenza fra tipi di prove creati per i test e l'uso prevedibile della lingua nel contesto in cui si troverà a studiare lo studente europeo in mobilità;

- specificare la struttura dei test: il numero di sezioni e il peso dato ad ogni sezione; il numero e la sequenza degli item in ogni sezione;

- indicare i tempi per il completamento dei test e fornire istruzioni chiare per il loro svolgimento;

- preparare una banca dati di item da utilizzare; fornire un piano per la valutazione della qualità;

- specificare in pieno gli item secondo i parametri descritti da Bachman & Palmer : setting, input, expected response, relationship between input and response.


Il progetto deve rendere esplicito il previsto impatto ad almeno due livelli:


·  effetto di ricaduta sull'iter formativo degli studenti;

·  effetto sulla pratica didattica compatibile con i principi di un apprendimento/insegnamento efficace.


Il formato dei test e i criteri di valutazione saranno pubblicizzati per permettere a docenti e studenti di capirne la natura con esempi per tutti gli utenti.




6. CRITERI E MODALITA' DI SOMMINISTRAZIONE, CORREZIONE E VALUTAZIONE

 

Per permettere la richiesta ed il dispiego di risorse adeguate ad un progetto su scala nazionale e al contempo in contesti locali molto diversi, si ritiene utile cercare di stabilire un inventario di risorse necessarie in termini di:


·  risorse umane: compilatori delle domande, correttori, amministratori, supporto amministrativo;

·  risorse materiali: attrezzatura e locali per l'amministrazione centrale; attrezzatura ed aule idonee per la somministrazione degli esami.


Si deve calcolare inoltre il tempo necessario dallo sviluppo alla consegna dei risultati e il tempo necessario all'ideazione, creazione, somministrazione, correzione e analisi dei test.

Per evitare uno spreco di risorse e garantire la produttività di tutto quello che viene creato, si ritiene utile lo sviluppo di test computerizzati, capaci di adattarsi automaticamente ai diversi livelli (per arrivare ad una flessibilità di sfruttamento nel caso che il livello richiesto cambi) e per fare fronte alle varie esigenze di accertamento dei livelli (per un eventuale utilizzo di piazzamento al di fuori della certificazione).


 

 

7.  RICONOSCIMENTO  DEL  CERCLU  A  LIVELLO  NAZIONALE  E  INTERNAZIONALE


Bisognerà fare in modo che la certificazione operata dai centri AICLU abbia validità sia a livello nazionale che internazionale. Per quanto riguarda l'ambito interno, il progetto CERCLU verrà presentato alla Conferenza Permanente dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) per ottenerne un riconoscimento ufficiale. A livello internazionale l'AICLU opererà all'interno della Confederazione Europea dei Centri Linguistici Universitari (CERCLES), che ha già ufficialmente accolto la richiesta italiana di dare priorità a questa iniziativa nell'ambito delle proprie attività nell'immediato futuro (v. Editoriale del CERCLES Bulletin n. 11). L'esigenza di un coordinamento tra le attività di valutazione e di certificazione all'interno dei vari centri appartenenti al CERCLES è stata più volte ribadita dal Presidente dell'Associazione (v. interventi di David Little al Convegno AICLU di Udine e all'LSP Forum di Praga - v. Allegato H).

Il riconoscimento ufficiale del CERCLU a livello sia nazionale che internazionale sarà reso noto tramite esplicita menzione in tutti i documenti ufficiali dei membri dell'AICLU, dove apparirà anche la specificazione dei parametri di riferimento dei livelli del CERCLU a quelli proposti dal CdE.




8.  PROCEDURE DEL PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE DEL CERCLU


Una volta approvato dall'assemblea dell'AICLU, il progetto CERCLU dovrebbe essere implementato secondo la seguente serie di procedure:


·  selezione delle lingue da utilizzare per i test sperimentali (TS);

·  descrizione dell'uso della lingua e tipi di compito;

·  definizione dei constructs - parametri teorici riguardanti, ad esempio, il rapporto tra il test item e l'uso della lingua autentica e la capacità del test di quantificare tale rapporto;

·  definizione del piano per la valutazione della qualità del TS (definizione dei parametri da adottare nella valutazione dei TS);

·  inventario risorse necessarie e piano per l'allocazione e gestione;

·  definizione della struttura dei TS (numero sezioni, sequenza, peso,)

·  creazione banca dati;

·  formulazione degli item dei TS specificando i parametri descrittivi;

·  definizione della durata delle varie parti dei TS;

·  definizione dei punteggi da attribuire nella fase di correzione;

·  creazione e sperimentazione di test pilota;

·  elaborazione del questionario per la raccolta dei risultati e del feedback sulla somministrazione, correzione e valutazione dei TS, nonché sui suoi contenuti;

·  formazione dei somministratori e valutatori, nonché degli esaminatori specializzati per le prove orali;

·  somministrazione dei TS nei centri linguistici dell'AICLU che ne fanno esplicita richiesta;

·  esame dei risultati ottenuti nella somministrazione dei TS;

·  esame dei feedback forniti sui contenuti dei TS;

·  esame dei feedback sulle modalità di: somministrazione, correzione e valutazione dei TS;  

·  definizione del modello definitivo del CERCLU;

·  definizione delle procedure definitive di somministrazione, correzione e valutazione del CERCLU;

·  elaborazione dei manuali sulle varie procedure e modalità concernenti il CERCLU;

·  elaborazione del documento attestante la certificazione CERCLU.




9.   BIBLIOGRAFIA

 

Testare la validità interna ed esterna del test

  Bachman, L. 1990. Fundamental Considerations in Language Testing. Oxford: Oxford University Press.

  Brown, J. D. 1996. Testing in Language Programs. Prentice Hall International.

  Davies, A. 1990. Principles of Language Testing. Oxford: Basil Blackwell.

  Fulcher, G. 1999. "Assessment in English for Academic Purposes: Putting Content Validity in its Place."
  Applied Linguistics 20, 2, 221 - 236.

Groot P.J.& Trosper S.A. (eds.)  The construct validation of tests of communicative competence.  Washington,  DC.  TESOL. 

Henning, G. 1987. A Guide to Language Testing: Development, Evaluation, Research. Cambridge, Mass.:
  Newbury House.

  Messick, S. 1989. "Validity." In Linn, R. L. (ed.) Educational Measurement. New York: Macmillan, 13 - 103.

  Messick, S. 1994. "The Interplay of Evidence and Consequences in the Validation of Performance
  Assessments." Educational Researcher 23, 2, 13 - 23.

  Moss, P. 1994. "Can There Be Validity Without Reliability?" Educational Researcher 23, 2, 5 - 12."

  Spolsky, B. 1985. "The limits of authenticity in language testing." Language Testing 2, 1, 31 - 40.

  Spolsky, B. 1995. Measured Words. Oxford: Oxford University Press.

  Stevenson, D. K. 1985. "Authenticity, validity and a tea party." Language Testing 2, 1, 41 - 47.


Affidabilità del test

  Baker, R. 1997. Classical Test Theory and Item Response Theory in Test Analysis. Special Report No. 2,
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  Brown, J. D. 1996. Testing in Language Programs. Prentice Hall International.

  Crocker, L. and Algina, J. 1986. Introduction to Classical and Modern Test Theory. Florida: Holt Rinehart
  Winston.

  Davies, A. 1990. Principles of Language Testing. Oxford: Basil Blackwell.

  Henning, G. 1987. A Guide to Language Testing: Development, Evaluation, Research. Cambridge, Mass.:
  Newbury House.

  Lado, R. 1961. Language Testing. London: Longman.

 

Accettabilità del test

  Alderson, J. C. and Wall, D. 1993. "Does Washback Exist?" Applied Linguistics 14, 2, 115 - 129.

  Davidson, F., Turner, C. E. and Huhta, A. 1998. "Language Testing Standards." In Clapham, C. M. and
  Corson, D. (eds.) Language Testing and Assessment. Encyclopedia of Language and Education, Vol. 7,
  Dordrecht: Kluwer Academic Publishers, 303 - 311.

  Davies, A. 1997. "Demands of being professional in language testing." Language Testing 14, 3, 328 - 339.

  Fulcher, G. and Bamford, R. 1997. "I didn't get the grade I need. Where's my solicitor?" System 24, 4, 437
  - 448.

  Hamp-Lyons, L. 1997. "Washback, Impact and Validity: Ethical Concerns." Language Testing 14, 3, 295 -
  303.

  Hamp-Lyons, L. 1998. "Ethics in Language Testing." In Clapham, C. M. and Corson, D. (eds.) Language
  Testing and Assessment. Encyclopedia of Language and Education, Vol. 7, Dordrecht: Kluwer Academic
  Publishers, 323 - 333.

  Lynch, B. 1997. "In search of the ethical test." Language Testing 14, 3, 315 - 327.

  Messick, S. 1996. "Validity and Washback in Language Testing." Language Testing 13, 3, 241 - 256.

  Norton, B. 1998. "Accountability in Language Assessment." In Clapham, C. M. and Corson, D. (eds.)
  Language Testing and Assessment. Encyclopedia of Language and Education, Vol. 7, Dordrecht: Kluwer
  Academic Publishers, 313 - 212.

  Shohamy, E. 1993. "The Exercise of Power and Contol in the Rhetorics of Testing." In Huhta, A.,
  Sajavaara, K. and Takala, S. (eds.) Language Testing: New Openings. University of Jyvaskyla: Institute for
  Educational Research.

  Shohamy, E. 1997. "Testing Methods, Testing Consequences: Are they Ethical? Are they Fair?" Language
  Testing 14, 3, 340 - 349.

  Spolsky, B. 1997. "The ethics of gatekeeping tests: what have we learned in a hundred years?" Language
  Testing 14, 3, 242 - 247.

  Wall, D. 1998. "Impact and Washback in Language Testing." In Clapham, C. M. and Corson, D. (eds.)
  Language Testing and Assessment. Encyclopedia of Language and Education, Vol. 7, Dordrecht: Kluwer
  Academic Publishers, 291 - 302.

 

Costruzione e valutazione del test

  Alderson, J. C. Clapham, C. and Wall, D. 1995. Language Testing Construction and Evaluation. Cambridge:
  Cambridge University Press.

  Hughes, A. 1989. Testing for Language Teachers. Cambridge: Cambridge University Press.

  Valette, R. 1977. Modern Language Testing. New York: Harcourt Brace.

  Weir, C. 1993. Understanding and Developing Language Tests. Hemel Hempstead: Prentice Hall.

 

Scrivere nuovi esercizi

  Alderson, J. C. Clapham, C. and Wall, D. 1995. Language Testing Construction and Evaluation.
  Cambridge: Cambridge University Press.

  Hughes, A. 1989. Testing for Language Teachers. Cambridge: Cambridge University Press.

  Madsen, H. 1983. Techniques in Testing. New York: Oxford University Press.

  Stansfield, C. 1996. SOPI Test Development Manual. Washington DC: Center for Applied Linguistics.

  Valette, R. 1977. Modern Language Testing. New York: Harcourt Brace.

  Weir, C. 1993. Understanding and Developing Language Tests. Hemel Hempstead: Prentice Hall.
 

Il ruolo del pre-test

  Alderson, J. C. Clapham, C. and Wall, D. 1995. Language Testing Construction and Evaluation.
  Cambridge: Cambridge University Press.

  Brown, J. D. 1996. Testing in Language Programs. Prentice Hall International.

  Brown, J. D. and Yamashita, S. O. 1995. Language Testing in Japan. Tokyo: JALT.

  Harrison, A. 1983. A Language Testing Handbook. London: Macmillan Press.

  Valette, R. 1977. Modern Language Testing. New York: Harcourt Brace.

  Weir, C. 1993. Understanding and Developing Language Tests. Hemel Hempstead: Prentice Hall.

 

Testare l'abilità di comprensione all'ascolto

  Brindley, G. 1998. "Assessing Listening Abilities." Annual Review of Applied Linguistics 18, 171 - 191.

  Buck, G. 1992. "Listening Comprehension: Construct Validity and Trait Characteristics." Language Learning
  42, 3, 313 - 357.

  Buck, G. 1998. "Testing of Listening in a Second Language." In Clapham, C. M. and Corson, D. (eds.)
  Language Testing and Assessment. Encyclopedia of Language and Education, Vol. 7, Dordrecht: Kluwer
  Academic Publishers, 65 - 74.

Ambroso, S. (1990) 'La comprensione orale nella prova di certificazione dell'italiano L2', Italiano e Oltre,   La Nuova Italia, Firenze, pp. 175-182

 

Testare l'abilità di espressione orale

  Chalhoub-Deville, M. 1995. "A Contextualized Approach to Describing Oral Language Proficiency."
  Language Learning 45, 251 - 281.

  Douglas, D. and Selinker, L. 1992. "Analysing Oral Proficiency Test Performance in General and Specific
  Purpose Contexts." System 20, 317 - 328.

  Fulcher, G. 1996. "Testing Tasks: Issues in Task Design and the Group Oral." Language Testing 13, 1, 23 -
  51.

  Fulcher, G. 1996. "Does Thick Description Lead to Smart Tests? A Data-Based Approach to Rating Scale
  Construction." Language Testing 13, 2, 208 - 238.

  Fulcher, G. 1998. "The Testing of Speaking in a Second Language." In Clapham, C. M. and Corson, D.
  (eds.) Language Testing and Assessment. Encyclopedia of Language and Education, Vol. 7, Dordrecht:
  Kluwer Academic Publishers, 75 - 85.

  Lazaraton, A. 1992. "The Structural Organization of a Language Interview: A Conversation Analytic
  Perspectice. System 20, 3, 373 - 386.

  Turner, J. 1998. "Assessing Speaking." Annual Review of Applied Linguistics 18, 192 - 207.

Ambroso, S.  (1995) "Misurare la competenza in italiano come L2. Alcune considerazioni e proposte", Cuadernos de Filologìa, Servicio de Publicaciones, Universidad Complutense, Madrid, 2, 11-  24

 

Testare l'abilità di comprensione del testo scritto

  Alderson, J. C. 1996. "The Testing of Reading." In Nuttall, C. (ed.) Teaching Reading Skills in a Foreign
  Language. London: Heinemann.

  Clapham. C. M. 1996. The Development of IELTS: A Study of the Effect of Background Knowledge on
  Reading Comprehension. Cambridge: Cambridge University Press.

  Heaton, J. B. 1975. Writing English Language Tests. London: Longman.

  Perkins, K. 1998. "Assessing Reading." Annual Review of Applied Linguistics 18, 208 - 218.

  Pumfrey, P. D. 1977. Measuring Reading Abilities: Concepts, sources and applications. London: Hodder
  and Stoughton.

  Weir, C. J. 1998. "The Testing of Reading in a Second Language." In Clapham, C. M. and Corson, D.
  (eds.) Language Testing and Assessment. Encyclopedia of Language and Education, Vol. 7, Dordrecht:
  Kluwer Academic Publishers, 39 - 49.

 

Testare la composizione scritta
  Cumming, A. 1990. "Expertise in Evaluating Second Language Compositions." Language Testing 7, 1, 31 -
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  Cumming, A. 1998. "The Testing of Writing in a Second Language." In Clapham, C. M. and Corson, D.
  (eds.) Language Testing and Assessment. Encyclopedia of Language and Education, Vol. 7, Dordrecht:
  Kluwer Academic Publishers, 51 - 63.

  Fulcher, G. 1997. "Assssing Writing." In Fulcher, G. (ed.) Writing in the English Language Classroom.
  Hemel Hempstead: Prentice Hall Europe.

  Hamp-Lyons, L. 1991. Assessing Second Language Writing in Academic Contexts. Ablex, Norwood NJ.

  Kroll, B. 1998. "Assessing Writing Abilities." Annual Review of Applied Linguistics 18, 219 - 240.

  White, E. M., Lutz, W. D. and Kamusikiri, S. (eds.) Assessment of Writing: Politics, Policies, Practices.
  New York: Modern Language Association

Ambroso, S. (1993)"Correggere le prove in italiano L2", Italiano e Oltre, 1,VIII, 45-52

 

Analisi statistiche per il testing linguistico

  Davidson, F. 1996. Principles of Statistical Data Han- dling Thousand Oaks, CA: Sage, Inc.

  Kerlinger, F. 1986. Foundations of Behavioral Research. New York: Holt-Rinehart and Winston.


Bibliografia generale
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Bachmann, L., (1992) Fundamental Considerations in Language Testing. Oxford: OUP.
Bolli, G.G. e M.G. Spiti (1993), Verifica del grado di conoscenza dell'italiano in una prospettiva di certificazione .  Perugia: Guerra Edizioni.
Eggensperger, K.-H. and J. Fischer (1998). Handbuch UNIcert. AKS
Gonzalez, R. and J. Steffen (1997), UNICERT II als Schwellenniveau für einen Auslandsaufenthalt. Spanisch ohne Vorkenntnisse an der FU Berlin. In R.C. McGeoch, und U.O.H. Jung (Hgg.), Ende oder Wende? Universitärer Fremdsprachenunterricht an der Jahrtausendwende, Bochum, AKS-Verlag, 227-233.
Grotjahn, J., (1992). Der C-Test. Theoretische Grundlagen und praktische Anwendungen (Bd.) 1 Bochum: Brockmeyer
Little, D.,Singleton, D. (1992) The C-test as an elicitation instrument in second language research. In J. Grotjahn, (Bd.) 1.
Raatz, U., C. Klein-Braley,  (1982) Introduction to Language Testing  and C-tests,  Gerhard-Mercator-Universität Duisburg.
Voss, B. (1994). UNICERT-Rahmenprüfungsordnung. In K.-H. Eggensperger, K.-H. and J. Fischer (Hgg.)

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Clapham C., Wall D., Eds., (1999), Language Testing Update, Lancaster Univ., Great Britain.

Puglielli, A., Ambroso, S., Frascarelli, M. (1999) "Certificazione linguistica e formazione professionale. Un'iniziativa della regione Lazio", Edizioni Montecelio, Roma

Ambroso, S. (1991) Prove per la verifica dell'apprendimento, Progetto Argentina, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma

Ambroso, S. (a c. di) (1996) Quaderno IT, n.1 prove per la certificazione dell'italiano come L2 del 1994 e 1995, Bonacci, Roma

Ambroso, S. (1997) "Rationale and structure of IT, the proficiency exam of Italian as an L2, in Gardenghi - O'Connell (a c. di) Prüfen, Testen, Bewerten in Modernen Fremdsprachen Unterricht, Bayreuth Beiträge zur Glottodidaktik, Peter Lang, Frankfurt am Main, 161-170

Ambroso, S. (a c. di) (1998) Quaderno IT, n.2, prove per la certificazione dell'italiano come L2 del 1996 e 1997, Bonacci, Roma

Ambroso, S. (a c. di) (2000) Quaderno IT, n.3, prove per la certificazione dell'italiano come L2 del 1998 e 1999, Bonacci, Roma

 

Indirizzi internet
ALTE: http://www.alte.org/Introduction.htm_INTRODUCTION TO
C-Test What is a C-test? : http://www.uni-duisburg.de/FB3/ANGLING/FORSCHUNG/Howtodo.HTM
Eggensperger, K.-H. Zur Zertifizierung von fremdsprachlichen Kenntnissen und Fertigkeiten:
http//www.unipotsdam.de/u/zentrale_einrichtungen/sprachenzentrum/unicegg1.htm
Grotjahn, R. (1996) The electronic c-test bibliography: www version 1995: http://www.slf.ruhr-uni-bochum.de/biblio/bibinfen.html
UNIcert: e-mail: unicert@rcs.urz.tu-dresden.de

 

Testi disponibili in formato elettronico all'indirizzo: http://culture.coe.fr/lang/eng/eedu2.4.html:
Modern Languages: Learning, Teaching, Assessment. A Common European Framework of reference. Strasbourg 1996

A General Guide for Learners (documento in formato word) ;

Series of User Guides (Le guide sono in formato Word);

The Modern Languages Project:Language Learning for European Citizenship ;

International workshop programme;

 

Threshold Level

European Language Portfolio; Specification of objectives  ('Threshold Level') (http://culture.coe.fr/lang/eng/eedu2.6.html)

Roulet, E. (1977)  Un niveau-seuil : présentation and guide to use.  Strasbourg, Council of Europe.
Salgado, X.A.F., Romero, H.M. & Moruxa, M.P. (1993)  Nivel soleira lingua galega.  Strasbourg, Council of Europe.
Lado, R.  (1961)  Language testing:  the construction and use of foreign language tests.  London, Longman.
Green, P.S. (ed.) (1987)  Communicative language testing: a resource handbook for teacher trainers.
Canale, M. & Swain, M.  (1980)  Theoretical bases of communicative approaches to second language teaching and testing.  In Applied linguistics vol. 1,no.1.
 

 

 

 ALLEGATI

 

 

A.  Elaborazione dei risultati del questionario AICLU sulle prove di accertamento all'interno dei centri linguistici universitari italiani



B.  Analisi del progetto UNICERT



C.  Griglia di livelli di abilità proposta dal Consiglio d'Europa (da: The Council for Cultural Cooperation of the Council of Europe, Modern Languages: Learning, Teaching, Assessment. A Common European Framework of Reference, Strasburgo, 1996; cap. 9: 159)


 

D. Griglia per l'auto-valutazione nell'ambito del Portfolio Europeo in uso presso l'Università della Calabria



E.  Presentazione dell'ALTE


L'ALTE (Association of Language Testers in Europe) è un'associazione di varie istituzioni europee che si è occupata per diversi anni di definire i livelli di padronanza linguistica in 15 lingue europee. Fondata nel 1989 per fare fronte ad una crescente mobilità di lavoratori e studiosi all'interno della comunità europea e in altri paesi europei e ad un aumentato bisogno di trasferibilità di titoli, aveva come obiettivi principali i seguenti:

a.  stabilire livelli di competenza comuni per promuovere il riconoscimento di certificati in Europa;

b. stabilire standard per le varie fasi del processo di accertamento linguistico (quali la programmazione di test, la scrittura di items,  la somministrazione, la correzione, l'analisi dei risultati, ecc.);

c. collaborare in progetti e scambi di idee e competenze.

L'ALTE ha definito cinque livelli, ciascuno con una sua descrizione specifica in termini di obiettivi linguistici e comunicativi. Nello schema seguente sono riportati i livelli identificati per le lingue principali con le relative certificazioni internazionali.

LEVEL 1
Waystage User

LEVEL 2
Threshold User

LEVEL 3
Independent User

LEVEL 4
Competent User

LEVEL 5
Good User

Deutsch
Grundbaustein Deutsch als
Fremdsprache (GBS DaF)

Deutsch
Zertifikat Deutsch als
Fremdsprache (ZDaF)

-

Deutsch
Zentrale Mittelstufenprüfung (ZMP)

Deutsch
Zentrale Oberstufenprüfung (ZOP)
Kleines Deutsches Sprachdiplom (KDS)

English
Key English Test (KET)

English
Preliminary English Test (PET)

English
First Certificate in English (FCE)

English
Certificate in Advanced English (CAE)

English
Certificate of Proficiency in English (CPE)

-

Español
Certificado Inicial de Español (CIE)

Español
Diploma Básico de Español (DBE)

-

Español
Diploma Superior de Español (DSE)

Français
Certificat dEtudes de Français
Pratique 1 (CEFP1)

Français
Certificat dEtudes de Français
Pratique 2 (CEFP2)

Français
Diplôme de Langue Française (DL)

Français
Diplôme Supérieur dEtudes
Françaises Mod. (DS)

Français
Diplôme de Hautes Etudes
Françaises (DHEF)

Italiano
Certificato di Conoscenza della
Lingua Italiana, Livello 1 (CELI 1)

Italiano
Certificato di Conoscenza della
Lingua Italiana, Livello 2 (CELI 2)

Italiano
Certificato di Conoscenza della
Lingua Italiana, Livello 3 (CELI 3)

Italiano
Certificato di Conoscenza della
Lingua Italiana, Livello 4 (CELI 4)

Italiano
Certificato di Conoscenza della
Lingua Italiana, Liv. 5
(CELI 5)

-

Português
Certificado de Língua Portuguesa (CELP)

-

Português
Diploma de Língua Portuguesa (DILP)

-

 

 

F.  Schema di equivalenza tra i livelli del CdE, dell'ALTE e della BCC

 

 

G.  Requisiti linguistici richiesti in un contesto universitario

 

I requisiti linguistici richiesti in un contesto universitario sono esplicitati nei decreti d'area come segue:


- I laureati dei corsi di laurea della classe devono essere in grado di utilizzare almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni in generale e specificatamente per quanto attiene ai diritti dei cittadini. (Classe VI -Discipline per il Servizio Sociale)

- I curricula dei corsi di laurea della classe comprendono in ogni caso l'accertamento della conoscenza di almeno due lingue dell'Unione Europea oltre all'italiano. (Classe XV - Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali; Classe XIX - Scienze del Governo e dell'Amministrazione)

- I laureati devono essere in grado di utilizzare almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni in generale. (Classe XXXV -Scienze Sociali per la Cooperazione e lo Sviluppo; Classe XXVIII - Scienze Economiche; Classe XXXVII - Scienze Statistiche; Classe XXXIX - Scienze Turistiche).

- I curricula dei corsi di laurea della classe comprendono modalità di accertamento della conoscenza di almeno due lingue dell'Unione Europea. (Classe XVII - Scienze dell'Economia e della Gestione Aziendale).

- I laureati dei corsi di laurea della classe devono saper utilizzare almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni in generale. (Classe II - Discipline dei Servizi Giuridici; Classe XXXI - Scienze Giuridiche; Classe XX - Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali).

- Il laureato è capace di comunicare efficacemente in modo scritto e orale, anche in un contesto internazionale. (Classe VIII - Ingegnerie civili e ambientali; Classe IX - Ingegnerie dell'Informazione; Classe X - Ingegnerie industriali).

- I laureati devono essere in grado di utilizzare almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni in generale. (Classe XXVI - Scienze e Tecnologie Informatiche).

- I laureati dei corsi di laurea della classe devono essere in grado di utilizzare almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni in generale. (Classe I - Biotecnologie; Classe XII - Scienze biologiche; Classe XVI - Scienze della terra; Classe XXI - Scienze e tecnologie chimiche); Classe XXIV - Scienze e tecnologie farmaceutiche; Classe XXV - Scienze e tecnologie fisiche; Classe XXXII - Scienze matematiche; Classe XXIX - Scienze filosofiche; Classe XLI - Tecnologie per la conservazione e per il restauro dei beni culturali).

- I laureati dei corsi di laurea della classe devono possedere la piena padronanza scritta e orale di almeno una lingua moderna dell'Unione Europea, oltre all'italiano. (Classe V - Discipline Letterarie).

- I laureati dei corsi di laurea della classe devono possedere la padronanza di almeno una lingua moderna dell'Unione Europea, oltre all'italiano. (Classe XIII - Scienze Dei Beni Culturali; Classe XXXVIII - Scienze Storiche).

- I laureati dei corsi di laurea della classe devono possedere adeguate abilità scritte e orali in almeno una lingua moderna dell'Unione Europea, oltre all'italiano per poter intervenire efficacemente nell'ambito specifico di competenza e nello scambio di informazioni in generale. (Classe XXXIII - Scienze motorie).

- I laureati dei corsi di laurea della classe devono possedere adeguate abilità in almeno una lingua dell'Unione Europea diversa dall'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni in generale. (Classe XXXIV - Scienze psicologiche).

- I corsi di laurea della classe preparano laureati che sappiano utilizzare almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni in generale. (Classe XL - Scienze zootecniche e delle produzioni animali).

- I laureati dei corsi di laurea della classe devono essere in grado di utilizzare correntemente almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano. (Classe XVIII - Scienze dell'Educazione e della Formazione).

- I laureati dei corsi di laurea della classe devono possedere la padronanza scritta e orale di almeno due lingue moderne (di cui una dell'Unione Europea), oltre all'italiano, e delle rispettive culture e istituzioni. (Classe XIV - Scienze della Comunicazione).

 


H.  Documento di David Little all'LSP Forum di Praga