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Perché un test universitario di
accertamento delle abilità linguistiche?
a. Perché si è avvertita l'esigenza di fissare, secondo parametri comuni e conformemente alle
direttive della comunità europea, il livello minimo di competenza
linguistica in L2 di cui lo studente universitario italiano deve
dimostrare di essere in possesso.
b. Perché è ugualmente
forte l'esigenza di testare tale competenza in modo non difforme tra
le diverse lingue, tra i diversi centri linguistici, tra le diverse
facoltà, tra le diverse Università.
c. Perché il 'Regolamento in materia di autonomia didattica degli Atenei',
firmato dal Ministro il 3 novembre 1999, recita testualmente:
"Per conseguire la laurea lo studente deve aver acquisito 180
crediti, comprensivi di quelli relativi alla conoscenza obbligatoria
di una lingua dell'Unione Europea oltre l'italiano" (art. 7,
comma 1). Si ribadisce l'obbligatorietà della conoscenza di una
lingua straniera in connessione con la "preparazione della
prova finale" (art. 10, comma 1, punto e), e si elencano, tra
le attività formative qualificanti e indispensabili al
conseguimento dei titoli di studio, anche "ulteriori conoscenze
linguistiche", ritenute, assieme ad altre abilità
"comunque utili per l'inserimento nel mondo del lavoro"
(art. 10, comma 1, punto f).
d. Perché è parso che l'AICLU,
composta da Direttori e Presidenti dei Centri Linguistici di Ateneo,
fosse la sede più autorevole e qualificata per fissare il
livello di competenza linguistica (come al punto b) e le modalità
di accertamento di tale competenza (come al punto c).
e. Perché i prodotti già
esistenti sul mercato, pensati per pubblici indifferenziati, possono
non essere del tutto idonei a verificare le abilità ritenute
necessarie e prioritarie per lo studente universitario. Inoltre tali
prodotti sono costosi, ed è quindi auspicabile cercare di contenere
o almeno razionalizzare le spese destinate a questo specifico
settore utilizzando al meglio le risorse e le competenze interne già
disponibili o in via di formazione.
La certificazione delle competenze
linguistiche effettuata dai centri linguistici universitari (d'ora
in avanti identificata con l'acronimo CERCLU) non costituisce però un doppione rispetto ad altri sistemi di certificazione
attualmente esistenti (quali quelli dell'ALTE o il TOEFL), che sono
già ampiamente sperimentati ed accettati e coi quali l'AICLU non può
competere per motivi prevalentemente di carattere organizzativo. A
differenza di tali sistemi che si strutturano su più livelli, il
CERCLU punta in via prioritaria alla certificazione delle
competenze linguistiche di base e di livello intermedio. Tali
livelli sono quelli già attualmente più ampiamente sottoposti a
verifica all'interno dei centri universitari italiani.
Il progetto italiano è stato
sviluppato in stretta connessione con progetti analoghi elaborati
dagli altri membri del CERCLES, quali il Progetto UNICERT dell'AKS
(l'associazione dei centri universitari tedeschi) attualmente in uso
in Germania.
Finalità del CERCLU
Le prove di accertamento CERCLU
possono essere somministrate sia a vari livelli di certificazione
dei Centri Linguistici, sia al momento dell'entrata nel sistema
universitario, sia in un momento successivo, per valutare le
competenze linguistiche degli studenti. Esse hanno lo scopo di
verificare il livello di competenza di una lingua dell'Unione
Europea diversa da quella materna, come previsto dal nuovo Regolamento
in materia di autonomia didattica degli Atenei e dalle direttive
della comunità europea per l'inserimento nel mondo del lavoro.
Il CERCLU può inoltre avere
validità come prova di selezione degli studenti in partenza per i
progetti ERASMUS. Nell'ambito di tali progetti, si può prevedere
anche un accertamento della lingua italiana rivolto agli studenti
provenienti dall'estero.
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